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| Livorno 18 Aprile 2002 - La Mappa |
Dalla stazione ferroviaria con la linea n.1 (fermata Terrazza Mascagni o piazza San Jacopo) e n.8 (fermata via Montebello). Dalla stazione marittima con la linea n.3 con passaggio sulle linee n.1 o n.8. La villa è facilmente reperibile dalle principali vie d’accesso alla città seguendo la cartellonistica stradale (direzione Accademia Navale, viale Italia).
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La villa, tipico esempio di residenza suburbana livornese tardo ottocentesca, presenta un’elegante facciata a tre ordini sovrapposti con mascheroni e decorazioni floreali inseriti a pendant di porte e finestre. L’ingresso posteriore con tettoia in ghisa e piano inclinato per l’accesso delle carrozze è, contrariamente al modello aulico, quello principale, mentre quello ad ovest sormontato da una terrazza su sei colonne doriche immette direttamente nella sala da pranzo e nelle sale da soggiorno.
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Queste ultime presentano un pregevole soffitto trattato a stucco e delle interessanti lunette a fresco di Annibale Gatti nelle quali le quattro allegorie femminili del Progresso e della mercatura accompagnate dai simboli della “modernità” sono il più evidente aspetto della nuova posizione economico-sociale assunta dai Mimbelli.Di particolare interesse sono la sala da biliardo con decorazioni Liberty e la sala moresca ispirata ad un gusto di chiara impronta islamica. La monumentale scala decorata con putti di ceramica invetriata conduce invece alle stanze del piano superiore dove erano ubicati gli alloggi privati dei coniugi Mimbelli e la vasta salla da ballo. Quest’ultima, articolata in due ambienti comunicanti era chiamata anche “Sala degli Specchi” (per la duplice fuga, appunto di specchi, che assieme ai decori dorati voleva ricordare i fasti di una piccola reggia) ed aveva la particolarità di far giungere la musica da un’apertura nascosta nella parete in corrispondenza della quale, in una stanzetta al piano superiore prendeva posto l’orchestra. Interessante sul soffitto l’affresco di Annibale Gatti raffigurante Ferdinando II che presenta Pietro Tacca a Vittoria della Rovere.
Il secondo piano ospitava esclusivamente gli alloggi destinati alla servitù e presenta pertanto un minore impiego di elementi decorativi.
Interessante il caratteristico torrino raggiungibile da una scala interna dal quale è possibile godere un’impareggiabile vista sulla marina livornese.
La villa è circondata da un rigoglioso parco di ispirazione romantica che accoglie il novecentesco teatro all’aperto tuttora utilizzato per spettacoli ed esibizioni (c.a. 700 posti).
Danneggiata dalla guerra e da anni di abbandono la villa, accuratamente restaurata, è stata aperta al pubblico e ospita dal 3 dicembre 1994 il Museo civico “Giovanni Fattori”.
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